18 giugno 1836 – BERSAGLIERI in “Enciclopedia Italiana” – Treccani

PROPOSIZIONE PER LA FORMAZIONE DI UNA COMPAGNIA DI BERSAGLIERI E MODELLO DI UNO SCHIOPPO PER L’USO LORO

Convinto dei servigi importanti che potrebbe rendere una truppa di abili Bersaglieri, particolarmente nelle montagne e paesi rotti, quali coprono li Regi Stati e il continente suoi, e ravvisando dall’indole e dalle abitudini della popolazione la facilità di organizzarli, ho l’onore di sottoporre a V.S.R.M. una proposizione per la formazione di una Compagnia di Bersaglieri, cosicché il modello di un’arma che a questi riuscirebbe di maggior vantaggio.

L’arma fu così confezionata all’uopo di evitare gli inconvenienti osservati nella Carabina scanalata, sol arma usitata fino ad ora da questa specie di truppa i quali inconvenienti, consistendo principalmente nella lentezza del caricare e nel poco mezzo di difesa all’arma bianca, non danno abbastanza confidenza al Soldato per compromettersi corpo a corpo, perlocché presso varie nazioni hanno frammischiato questa truppa con la fanteria leggiera per sostenersi reciprocamente, non senza graveranno del servizio di ambedue. Difatti avendo un modo combattere affatto apposito non possono a meno che di nuocersi a vicenda.

L’officio della truppa leggiera consiste nel distendersi, coprire di fuoco tutta la linea, e correre sparando; questi Bersaglieri devono invece portarsi in siti coperti, non sparare che dopo giunti a precisa portata, concentrare li spari in d’un sol punto, e non porre altra cura che di colpire con esattezza.

Essendo di natura ad accompagnare le spedizioni tanto della truppa di linea che della leggiera, e prendendo ogni volta posizione, li Bersaglieri non si devono adunque considerare come una vera truppa leggiera, ma approfittando di tutte le circostanze locali e preparando il terreno onde trattenere il nemico scoperto sotto la precisa portata.

Nelle montagne particolarmente pochi di loro bastano ad impedire certi passi a dei Battaglioni intieri, purché sappiano scegliere bene il sito per incrociarvi il fuoco, e non essere coinvolti dal nemico.

Negl’attacchi devono portarsi innanzi con la truppa leggiera a portata dei ridotti o trincee nemiche e mostrarvisi allo scoperto, mentre la truppa si prepara ed attende a forzarli. O pure portandosi di nascosto ad a precisa portata di qualche batteria o villaggio occupato da nemico portarvi il disordine colla precisione del tiro diretto alle cannoniere, finestre o feritoie.

Se il nemico batte in ritirata in paese rotto, si bada di sopraffarlo dai fianchi e stabilizzandosi a portata del suo passaggio, farvi crescere lo scompiglio dirigendo li spari sui Capi, o su coloro che si fermano per riordinarsi.

Se si ha invece da ritirarsi contro un nemico vittorioso, li Bersaglieri si terranno alla retroguardia, e divisi in due o tre squadre si porteranno a difendere specificamente tutti li passi suscettibili di qualche difesa, rinforzando in tal guisa la truppa che copre la ritirata.

BERSAGLIERI in “Enciclopedia Italiana” – Treccani.

BERSAGLIERI. – Specialità della fanteria dell’esercito italiano. La creazione dei bersaglieri rimonta al 18 giugno 1836 ed è legata al nome dell’allora capitano dei granatieri-guardie, Alessandro Ferrero della Marmora, il quale “convinto dei servizî importanti che potrebbe rendere una truppa di abili bersaglieri, particolarmente nelle montagne e paesi rotti” sottopose a re Carlo Alberto la Proposizione per la formazione di una compagnia di bersaglieri e modelli di uno schioppo per l’uso loro.

Claudio La Rosa, fratello della Medaglia d’Oro al Valor Militare Bers. Magg. Giuseppe La Rosa in visita alla Scattini.

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“OSPITI SPECIALI IN SCATTINI

Durante le prove musicali della Fanfara Bersaglieri A.Scattini nella sede di Urgnano (BG) di Sabato 31 Ottobre 2015 le porte della famiglia Scattini si sono aperte al Vice Presidente Provinciale ANB di Varese Bers. Gianfranco Moresco, al Presidente della Sezione ANB di Varese Bers. Pietro Cannizzaro ma soprattutto a Claudio La Rosa, fratello della Medaglia d’Oro al Valor Militare Bers. Magg. Giuseppe La Rosa.
Tutti i componenti della Scattini guidati dal CapoFanfara Bers. Virginio Del Prato sono rimasti molto contenti e onorati della sua presenza all’interno della nostra casa.
È stata una bellissima serata ricca di emozioni con quella dose di VERO BERSAGLIERISMO che fa del bene al nostro animo ma sopratutto alla nostra Associazione.
Qui ci piace citare un piccola frase che il nostro CapoFanfara ha dedicato agli eroi della strage di Nassiriya: “Noi Bersaglieri della Scattini siamo soldati come voi” e di certo non dimenticheremo mai il gesto estremo che tuo fratello ha fatto nei confronti dei suoi colleghi e dell’amore che provava per il suo lavoro e per la sua Patria.”

Il mistero della lapide scomparsa dei caduti della grande guerra.

“la lapide era posta sulla facciata della ex scuola inaugurata nel 1885 – Ultimo anno scolastico 1960 poi divenne Oratorio. Fu in quel periodo che tolsero la lapide (1965?) – Nel 1985 la Parrocchia cede la struttura alla Banca e nel maggio 1990 venne demolita, nel 1992 viene inaugurata la Banca (ex BPL ora Intesa San Paolo)- La vecchia struttura fino al 1926 fu anche sede del Municipio – L’asilo fu inaugurato nel 1936 – 37 (cit. Luigi Rota)”