Chiude la base di Bala Boluk (Afghanistan). Il 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani tornano a casa

Nei giorni scorsi Questa mattina gli ultimi militari italiani hanno lasciato definitivamente la base operativa avanzata (Forward Operative Base – Fob) “Tobruk” di Bala Boluk, ultimo avamposto della “Transition Support Unit South” (TSU-S), l’unità italiana che ha concluso il processo di transizione della responsabilità della sicurezza della provincia di Farah alle forze afghane. I bersaglieri del 6° reggimento di Trapani, ultimo reparto alla guida della TSU-S (che ha operato per quasi 7 anni nella Provincia),…

hanno consegnato nelle mani del colonnello Nazar Mohammad Qerleq, in rappresentanza dell’Afghan National Army le “chiavi” della base, che ospiterà la sede del 6° kandak (battaglione operativo) della 2^ brigata del 207° corpo d’armata dell’esercito afghano. Ai militari italiani il plauso e la riconoscenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli. La chiusura di questa base è stata realizzata grazie ad una complessa attività operativa di “retrograde” (ripiegamento), pianificata e condotta dal Regional Command West su base brigata meccanizzata Aosta.

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Bersaglieri/Afghanistan: arrestati 25 insorti e neutralizzati 18 IED | Ministero della Difesa

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Afghanistan: arrestati 25 insorti e neutralizzati 18 IED | Ministero della Difesa.

L’operazione “Southern Thunder”, che ha visto i militari italiani del Regional Command West – su base Brigata meccanizzata “Aosta”- operare al fianco dell’Esercito afgano, ha portato all’arresto di 25 insorti.

L’attività ha consentito inoltre di scoprire e neutralizzare 18 IED (Improvised explosive device, ordigni esplosivi improvvisati) pronti ad essere utilizzati, 2 consistenti cache di munizioni di vario calibro e 25 colpi da mortaio da 82 mm.

La “Southern Thunder” è stata condotta in un’area che rappresenta da sempre un obiettivo sensibile, essendo attraversata da nodi stradali di primaria importanza per i rifornimenti condotti dal nord-ovest al sud del Paese.

Gli oltre 800 soldati del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afgano sono stati supportati da numerosi assetti specialistici della NATO con più di 200 italiani impiegati sul terreno, gli elicotteri da trasporto CH47 e gli elicotteri d’attacco A129 Mangusta della Task Force Fenice, gli specialisti nella bonifica di ordigni esplosivi della coalizione, le Quick Reaction Forces (unità di pronto intervento) del 183° Reggimento paracadutisti “Nembo” e del 7° Reggimento bersaglieri, i trasmettitori del 2° Reggimento trasmissioni alpino che hanno assicurato il comando e controllo dell’operazione, i team medici e gli ufficiali del Military Advisor Team (l’unità italiana che assiste il 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afgano nel proprio processo di crescita).