Russia; la morte del colonnello Caretto

La morte del Colonnello Caretto

Il 19 luglio il “Terzo” occupò Millerovo e il 29 luglio, dopo una marcia di oltre 450 chilometri, raggiunse la riva destra del Don, nell’ansa di Serafimowitch, con il compito di concorrere col 6° ad eliminare la testa di ponte russa. Tra il 29 ed il 30 luglio, il XX° occupò Serafimowitch, il XVIII Belajewski ed il XXV battaglione Bobrowski: A Serafimowitch, il 31 luglio, colpito al ginocchio da una scheggia di granata, ferita grave ma non mortale, rifiutò di allontanarsi dai suoi uomini dando la precedenza ai suoi feriti. A chi lo vuole trasportare al posto di medicazione risponde sempre “Vi sono bersaglieri con i piedi maciullati che seguitano a combattere, questo non è il momento di abbandonare il reggimento”. Quando finalmente acconsente ad essere trasportato all’ospedale, la cancrena è già inesorabilmente avanzata. Ogni trattamento antisettico è ormai inutile e il 5 agosto spira all’ospedale da campo. Un tentativo di riportarlo in patria, nella disorganizzazione delle retrovie, ne porta alla scomparsa della salma, dalla originale sepoltura.

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Colonnello Aminto Caretto

Il capitano Caretto era all’ospedale , malato di tifo, molti ufficiali erano morti, il battaglione di

arditi era ridotto al lumicino, ma nonostante questo quegli uomini seppero eroicamente sostenere l’onore della Patria. Poche pagine del diario di uno di loro rendono con drammatica

vivezza la situazione:” 24 ottobre. Alla sera giunse l’ordine di trasferimento da Cepletischis nel

paese di Goboli onde rinforzare il 20° bersaglieri. La prima compagnia al comando del tenente

Gattu e la seconda col tenente Sergardi si portarono a sud del paese suddetto , la 3° compagnia

e la sezione Bettica al comando del sottotenente Buozzi rimangono di riserva. Verso le 23 si tenta

la rioccupazione del paese e delle trincee che vanno a nord-est. La prima compagnia attacca

frontalmente, mentre la seconda deve proteggere la destra occupando le alture dominanti; sulla

sinistra deve agire un reggimento di bersaglieri. Alle 23.30 le compagnie iniziano il movimento

prendendo subito contatto con il nemico: la destra avanza oltre le batterie sino al ciglio delle

colline. Il fuoco delle mitragliatrici nemiche è intenso e fa strage nelle nostre file. All’alba

i bersaglieri sono costretti a ritirarsi sulle posizioni di partenza”. 25 ottobre. Verso le ore otto

il nemico attacca risolutamente ma non riesce a sfondare la linea tenuta dal reparto. Si ha quindi

una calma relativa durante la quale qualche nostra pattuglia molesta il nemico. Sull’imbrunire

i tedeschi vengono in forze al contrattacco e costringono i nostri a ritirarsi sul monte Maggiore.

Tempo coperto”. ” 26 ottobre. Parte del reparto trovasi sul monte Maggiore mentre la 3° compagnia e la sezione Bettica a Cepletischis tentano di resistere alla marea nemica. E’ uno

sforzo vano. Gli avanzi si ritirano su Cividale e vengono incorporati nel 20° bersaglieri per

subire le sorti della quarta brigata, che viene usata quale truppa di di copertura durante tutta la ritirata

Tempo coperto.”

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Afghanistan: la bandiera di guerra del 6° reggimento bersaglieri arriva a Herat letto su AgrigentoWeb.it

Herat, 06 agosto 2013 – La Bandiera di Guerra del 6° reggimento bersaglieri di Trapani è giunta oggi presso la base di ‘Camp Arena’ di Herat, sede del Regional Command – West, il contingente multinazionale a guida italiana che opera nella regione occidentale dell’Afghanistan.

Il 6° reggimento costituirà l’ossatura della Transition Support Unit – South (TSU-S) di Farah, subentrando all’8° reggimento alpini di Cividale del Friuli (UD), giunto in teatro operativo nel marzo scorso.

Il passaggio di consegne tra i due reggimenti, che terminerà nella prima metà di agosto, si inserisce nel contesto dell’avvicendamento tra la brigata alpina ‘Julia’ e la brigata meccanizzata ‘Aosta’ alla guida del Regional Command West che sarà ultimato entro la seconda decade di settembre.

Il 6° reggimento bersaglieri, alla sua prima esperienza in Afghanistan, vanta due partecipazioni alla missione ‘Joint Enterprise’ in Kosovo (gennaio – luglio 2006 e novembre 2007 – maggio 2008) e una all’operazione ‘Leonte 10’ in Libano alle dipendenze del ‘Joint Task Force Lebanon – Sector West (aprile – novembre 2011).

La Bandiera di Guerra del 6° bersaglieri è decorata di un Ordine Militare d’Italia, due Medaglie d’Oro, quattro di Bronzo al Valor Militare ed una d’Argento al Valore dell’Esercito.

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Col. Aminto Caretto- Regio Esercito – 3° Reggimento Bersaglieri

Origini e vicende organiche

Trae origini dal Comando Bersaglieri del 3° Corpo d’Armata, con sede a Mantova ma viene costituito formalmente il 31 dicembre 1861. Concorre alla formazione dei Battaglioni Bersaglieri del Corpo di Spedizione in Eritrea nel 1895. Partecipa alla campagna di Libia del 1911 e alla prima guerra mondiale. Per effetto della circolare ministeriale n° 3.760 del 7 luglio 1924 viene tutto trasformato in ciclisti e con il battaglione quadro soppresso. L’11 marzo 1926, con la legge n° 396, il Reggimento viene costituito su Comando, Deposito e due Battaglioni, il XVIII e XX.

Campagna d’Etiopia 1935-36

Partecipa alla campagna d’Etiopia del 1935 in conformazione appiedata costituendo il XXV Btg. mitraglieri e il LXXXIII Btg. Complementi.

Guerra 1940-43

1940 – A giugno il Reggimento viene inquadrato nella 3a Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta” e risulta schierato sul fronte alpino occidentale.

1941 – Nel mese di luglio, il Reggimento partecipa all’occupazione di Spalato, alla Campagna contro la Jugoslavia, in Bosnia. Il 24 luglio, il reggimento parte da Bardolino per la Russia, nell’ambito del C.S.I.R. Il 5 settembre, il Reggimento entrò in contatto con il nemico nella zona del fiume Dnieper. Il 28 settembre, partecipa alla prima battaglia combattuta e vinta da soli reparti italiani a Petrikovka sul Don. Successivamente prosegue verso il bacino del Donez in condizioni ambientali proibitive conquistando la testa di ponte di Uspenowka. Il 20 ottobre, conquista il centro industriale e ferroviario di Stalino, precedendo la IV Divisione alpina tedesca. Il 1° novembre, i bersaglieri del leggendario Col. Carretto si impadroniscono del centro industriale di Rjkowo, con un ingente bottino di uomini e materiali. L’11 e 12 novembre, dopo una battaglia in cui si copre di gloria, i bersaglieri del XX e quelli del XVIII Battaglione si lanciano in aiuto dell’80° Reggimento fanteria, che riusce così a sottrarsi all’annientamento. Il bilancio è di 54 morti e 222 feriti. Il 18 novembre, il reggimento occupa la linea Rassipnaja-Petropawlowka-Ivanowski, che mantiene per tutto l’inverno, contendendo il terreno a forze enormemente superiori. Il 25 dicembre, nella battaglia di Natale, il reggimento, posto a presidio del caposaldo di Petropawlowka, in tre giorni di furiosi combattimenti, contiene forze dieci volte superiori finché non è costretto a ripiegare sul caposaldo del XXV Battaglione. Il 28 dicembre, spronato dall’eroico Col. Aminto Carretto, il Reggimento conquista tutte le posizioni dopo una serie di contrattacchi.

1942 – A maggio, il reggimento, con gli altri reparti della 3a Divisione Celere, penetra profondamente nello schieramento avversario. Il 19 luglio, il “Terzo” occupa Millerovo, centro del bacino minerario di Bocovo Antrazit. Il 29 luglio, dopo una marcia di oltre 450 km, raggiunge la riva destra del Don, nell’ansa di Serafimowitch, con l’obiettivo di recidere una consistente testa di ponte russa. Il 30 luglio, il XX Bettaglione occupa Serafimowitch, dopo un attacco notturno a sorpresa, mentre il XVIII Battaglione occupa Belajewski e il XXV Battaglione occupa Bobrowski. Il 18 agosto, dopo aver respinto ulteriori tentativi di forzamento del Don, il Reggimento viene  avvicendato. Il 23 agosto, dopo 5 giorni di riposo, il Reggimento ritorna in linea nella zona di Jagodnji. Il 30 agosto, malgrado fosse ridotto a un quarto degli effettivi, difende le posizioni di Jagodnji. L’avanzata russa fu arginata e respinta. Il 2 novembre, il Reggimento viene ritirato dalla prima linea per essere ripristinato nelle sue forze. Il 17 novembre, il “Terzo” venne schierato sul Don, nella zona di Meskow. Il 19 dicembre, il reggimento combatte la sua ultima battaglia. Ridotto all’osso, riesce a sfondare lasciando sul terreno centinaia di bersaglieri caduti, per affrontare la strada del ripiegamento di fronte a una schiacciante superiorità avversaria.

1943 – Al rientro dal fronte russo, il Reggimento viene dislocato per riordinarsi in Emilia dove verrà sciolto a seguito dei fatti che determinarono l’armistizio.

viaRegio Esercito – 3° Reggimento Bersaglieri.