Il Presidente Tenente Rocchi in visita alla Mostra dei Bersaglieri e la Guerra di Liberazione

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Domenica 2 giugno, dopo le celebrazioni a Bergamo a Palazzo Lupi già sede della Brigata meccanizzata Legnano il presidente provinciale Tenente Rocchi ha visitato la mostra in Piazza Costituzione con foto originali del padre di un nostro Bersagliere Gaudenzio Rovaris. Il sottotenente Giovanni Rovaris presente nelle campagne balcaniche fino al ’43 dopo l’8 settembre entrare nei corpi volontari nelle valli bergamasche. Inquadrato alla leva nell’ 8 e passato al 2 reggimento bersaglieri. Decorato di guerra ferito a Atene e poi ferito nella nostra terra bergamasca dopo un feroce combattimento contro l’invasore e i suoi alleati.

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Regio Esercito – 2° Reggimento Bersaglieri

 

viaRegio Esercito – 2° Reggimento Bersaglieri.

Origini e vicende organiche
Trae origini dal Comando Bersaglieri del 2° Corpo d’Armata con sede a Como ma viene costituito formalmente il 31 dicembre 1861. Partecipa, con la formazione di 4 battaglioni, alla guerra in Eritrea nel 1895, alla campagna di Libia del 1911 e alla prima guerra mondiale. Per effetto della circolare ministeriale n° 3.760 del 7 luglio 1924 viene tutto trasformato in ciclisti e con il battaglione quadro soppresso. L’11 marzo 1926, con la legge n° 396, il Reggimento viene costituito su Comando, Deposito e due Battaglioni, il II e IV.
Campagna d’Etiopia 1935-36
Partecipa alla campagna d’Etiopia del 1935.
Il 2° Reggimento viene impiegato per l’occupazione dell’Albania. Era composto da:
– Compagnia Comando dotata di apparecchiature radio per comunicare con i battaglioni;
– un Battaglione motocorazzato, composto da una Compagnia Motociclisti e da una Compagnia Carri;
– II Battaglione Ciclisti.
Il IV Battaglione Ciclisti autocorazzato, rimase in Patria all’ultimo momento.
Nell’autunno 1939 rientrano dall’Albania i resti del Reggimento, dopo le spoliazioni operate per la costituzione del 5° di stanza a Tirana. Ma presso il Deposito di stanza alla caserma “La Marmora” a Roma, viene ricostruito con un cospicuo numero di Quadri. A fine ottobre il Reggimento venne riordinato sul II, IV, XVII Battaglione.
Guerra 1940-43
1940 – A maggio viene dato l’ordine di mobilitare il Reggimento e di formare il XVII Battaglione. L’8 giugno, il Reggimento parte per la frontiera orientale su tre scaglioni. Nella notte del 10 giugno a Elsane, misero e ostile paese slavo, neanche il segretario politico fascista è in grado di individuare un’area per l’accantonamento. Alla fine di ottobre il 2° Reggimento rientra a Roma. Il dopo la dichiarazione di guerra alla Grecia, 4 novembre viene dato l’ordine di partire entro 24 ore per Taranto: destinazione il fronte greco-albanese. L’operazione denominata “Esigenza I” prevede lo sbarco a Prevesa sulla costa greca, insieme al 4° Reggimento. A Taranto, viene dato il contrordine e il Reggimento cambia destinazione e inviato a Brindisi per altra “Esigenza”. Il reggimento si articola su Compagnia Comando; Compagnia Motociclisti; XVII, II e IV Battaglione. Partito da Brindisi, il 10 novembre il Reggimento sbarca a Valona. Tre giorni dopo il XVII Battaglione viene caricato su camions, per costituire una colonna di protezione al ripiegamento delle nostre forze. Sulla serata dello stesso giorno, anche il II Battaglione raggiunge la zona di Kerasovan. Il 16 novembre, c’è il primo impatto con il nemico le cui forze sono di gran lunga superiori. Sempre il 16 novembre, il Col. Euclide Fantoni ottiene dal Comandante del XXV Corpo d’Armata, la ricongiunzione del II e del IV Battaglione sotto il suo comando su una linea di fronte poi occupata. Il compito è quello di consentire il trafilamento verso le retrovie delle Divisione corazzata “Centauro” legata al ripiegamento del XXV Corpo d’Armata. Il 17 novembre, è evidente, tra alterne vicende, che il reggimento è sottoposto all’attacco di una Divisione nemica – due Reggimenti in prima schiera – e sottoposto a incessanti azioni di artiglieria e al tiro preciso dei mortai da 81. Il 20 e 21 novembre, il Reggimento si distingue nella protezione del ripiegamento a favore della Divisione “Modena”. Contro il IV Battaglione del reparto viene lanciato un reggimento greco, che lo costringe a ripiegare. Il 22 novembre si mantengono le posizioni e nella notte si immola contro il nemico alla stretta di Amistà. Poi i resti del reggimento raggiunge Arinista e assumere la difesa dello sbarramento del fronte di Tepeleni. Il 29 novembre, nella notte, il reggimento si trasferisce in zona Giorgiuzzati. Dal 30 novembre al4 dicembre, i terreni su cui opera il Reggimento sono i valloncelli del monte Murzines, q. 1.162, monte Luna (1.080), q. 1.115 di Monodendri, Monastero Profeta Elia, Giorgiuzzati. Le compagnie sono impiegate sul fronte decentrate dal Comando reggimento. Il 2 dicembre, nelle prime ore del pomeriggio il Comandante del settore ordina al Capitano Sterini di assumere il comando dei resti delle tre compagnie (120 uomini) per rioccupare il costone di Zervat e mettere in salvo le batterie della Divisione corazzata “Centauro”; nell’azione si contarono 6 morti e 40 feriti. Il 23 dicembre, il Reggimento giunge a Dragotti ove afflusce dal Deposito l’82° Battaglione complementi. Il reggimento, dopo 4 mesi di resistenza in Val Vojussa, si ridusse a poche centinaia di uomini.
1941 – Il 22 gennaio, il Comandante del XXV Corpo d’Armata dovendo riconquistare q. 1.308 del Mali Trebescines affida al Magg. Riva di Villasanta, effettivo al 2° reggimento, l’azione che viene condotta contro un intero reggimento. Fallì con gravi perdite. A fine gennaio, la Divisione “Legnano”, fresca di impiego, si sovrappone allo schieramento del Reggimento. Anche l’azione della Divisione “Legnano” non ottiene frutti; i reparti gradatamente vengono ritirati. Il 13 febbraio, si sviluppa in pieno l’offensiva greca sul fronte di Telepeni. Il 22 febbraio, la grande offensiva tentata dall’avversario può considerarsi stroncata. Il 6 marzo, all’alba ha inizio una nuova e grande offensiva nemica contro il settore Vojussa cui si risponde dal 9 marzo con una vigorosa controffensiva italiana nel settore Berat. Nella seconda metà di marzo giunge in rinforzo al Reggimento un nuovo Battaglione Complementi composto da feriti recuperati e nuove reclute. Il Col. Fanteri gli impone il numero XVII. Il 17 aprile, il Reggimento raggiunge all’alba il fiume Cardign. Il XVII Battaglione, il solo fornito di biciclette, costituisce sempre nucleo esplorante. Il 22 aprile i due battaglioni appiedati del reggimento, il II e il IV, oltrepassarono il confine. Il 23 aprile, termina la Campagna in Grecia e Albania, il reggimento è ridotto al 13,4% della sua forza.
1942 – Il Reggimento rimane nei Balcani assolvendo a compiti di presidio e controguerriglia.
1943 – L’8 settembre, il reggimento viene colto con i tre battaglioni dislocati in località diverse. I bersaglieri rimangono isolati, molti raggiungono i partigiani greci sulle montagne nell’isola di Eubea. Il Comando di Reggimento a Kalakis con il XVII Battaglione raggiunge Salonicco via mare e viene tradotto in Germania. Il Comandante, Col. Reggianini, taglia la Bandiera in 10 pezzi affidandola a 10 Ufficiali, per evitare che finisse in mano avversaria.

Unità maggiori
Il 2° Reggimento Bersaglieri era così composto:

1940-1943
Comando
Compagnia comando
II Btg. Bersaglieri ciclisti
IV Btg. Bersaglieri ciclisti
XVII Btg. Bersaglieri ciclisti
82° Btg. Complementi
2a Cp. motocorazzata
2a Cp. controcarri da 47/32

Campagne di guerra (1940-1943)
Data
Divisione

Corpo d’A.
Armata
Gruppo d’Armata
Area di operazioni
1940-43 – Fronte greco-albanese, Albania, Grecia

Comandanti (1939-1943)
Col. Fantoni (1941)
Ten. Col. Mario Conti (int.)
Col. Angelo Maestri
Col. Reggianini (1943)

Sede
Roma