Bersaglieri Afghanistan: gen. Graziano, processo di transizione delicatissimo ma prosegue – – Libero Quotidiano

Si e’ svolta a Caserta, alla presenza del sottosegretario al ministero della Difesa Gianluigi Magri e del capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Claudio Graziano, la cerimonia di saluto ai militari della brigata bersaglieri ‘Garibaldi’ rientrati dall’Afghanistan. Schierati di fronte alla Reggia di Caserta i reparti che negli ultimi sei mesi hanno controllato il settore ovest dell’Afghanistan, “iniziando – ricorda in una nota lo Sme – il delicatissimo processo di transizione, che ha visto il progressivo passaggio di responsabilita’ della sicurezza e del controllo del territorio dalle forze Isaf all’Esercito nazionale afghano”.

Il generale Graziano si e’ detto “ottimista sul futuro dell’Afghanistan. I fatti dimostrano che il processo di transizione sta procedendo in linea con quanto pianificato e che la transizione in Afghanistan e’ possibile: le forze afghane sono molto cresciute qualitativamente e stanno sostenendo enormi sforzi per il loro Paese. Tuttavia, almeno fino al 2014, hanno ancora bisogno del nostro supporto. E dopo il 2014 le forze afghane chiedono alla comunita’ internazionale di essere presenti, anche se in modo diverso”.

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AGR on line: Presa di Porta Pia, la festa dei bersaglieri

AGR)  Il 20 settembre 1870, i bersaglieri entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, cambiando la storia della città e del nascente Stato unitario. Per l’anniversario sono in programma cerimonie e spettacoli tra giovedì 20 e domenica 23. Nell’ambito delle celebrazioni promosse da Roma Capitale la sera del 22 spettacolo di carattere storico-rievocativo in piazza del Campidoglio. E in contemporanea esce, per i tipi della rivista Il Granatiere in collaborazione con Roma Capitale (su iniziativa, in particolare, del generale e consigliere capitolino Antonino Torre), la storia a fumetti della presa di Porta Pia disegnata da Saverio Di Tullio, con una nota storica del generale Torre.Giovedì 20 settembre, al mattino, deposizione di corone d’alloro al monumento della Breccia di Porta Pia. La sera, concerto al Portico D’Ottavia in ricordo dell’abbattimento, ad opera dei bersaglieri, delle sei porte con cui ogni sera veniva chiuso il Ghetto. Presenziano, tra gli altri, il sindaco Gianni Alemanno e il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici.

Sabato 22, al mattino, staffetta tra via Casal de’ Pazzi (un tempo sede del quartier generale del gen. Cadorna) e il Gianicolo, con sosta a Porta Pia. All’arrivo, accensione del tripode al monumento a Garibaldi, in contemporanea con il colpo di cannone di mezzogiorno. A seguire, fanfara davanti al monumento. Prevista la partecipazione del Sindaco. Nel pomeriggio, tra le 15.30 e le 17, concerti di fanfara in tre piazze (piazza di Spagna, piazza San Silvestro e Pantheon), ciascuno della durata di un’ora.

La sera alle 20.30, concerto-spettacolo sulla piazza del Campidoglio di carattere storico-rievocativo. Il concerto di due fanfare dell’Associazione nazionale Bersaglieri, quella di Roma e quella di Guidonia, verrà intervallato da quadri storici realizzati da figuranti nelle uniformi dei Garibaldini, Zuavi e Bersaglieri che ricorderanno rispettivamente la battaglia di Mentana del  1869, quella della Cernia durante la campagna di Crimea, nella quale i Bersaglieri ebbero in dono dagli  Zuavi il Fez che ancora usano, e la presa di Porta Pia. Il poeta romanesco Renato Merlino reciterà alcune poesie che hanno per tema i Bersaglieri e la presa di Roma. All’evento, patrocinato da Roma Capitale e condotto da Angelo Blasetti, saranno presenti il sindaco, Gianni Alemanno e il consigliere delegato ai rapporti con le Forze Armate, Antonino Torre.  Domenica 23, alle 11, sfilata dal Colosseo a piazza Venezia: circa duemila partecipanti in uniforme storica tra Bersaglieri a piedi e in bicicletta, Zuavi, Granatieri, Artiglieri, Carabinieri, Guardia di Finanza, volontarie infermiere della Croce Rossa, Cavalleggeri e Garibaldini. In conclusione la cerimonia all’Altare della Patria: onori al Milite Ignoto (da parte del Sindaco e del presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, accompagnati dal generale Antonino Torre) e fanfare su via dei Fori Imperiali.Roma – come ricorda la nota del generale Torre in appendice alla storia a fumetti sui fatti di Porta Pia – ha visto per la prima volta i bersaglieri il 29 aprile 1849, quando il sesto battaglione entrò in città da porta San Giovanni agli ordini di Luciano Manara. I “fanti piumati” combatterono a fianco dei rivoluzionari della Repubblica Romana e si distinsero per eroismo, capitanati dallo stesso Giuseppe Garibaldi, a Villa Pamphilj, al Vascello, al Casino dei Quattro Venti, a Villa Spada, a Porta San Pancrazio. Vent’anni di eclissi e poi Porta Pia. Da quel momento le sorti dei bersaglieri s’incrociano con quelle dell’Urbe: prima accasermati a palazzo Serristori (rione Borgo), poi dal 1873 a Trastevere, a San Francesco a Ripa (i bersaglieri a Ripa cari alla tradizione romana) nella caserma “Lamarmora”. E qui, in alcuni locali della storica sede trasteverina, opera oggi l’ANB (Associazione Nazionale Bersaglieri) che del corpo col cappello piumato, parte integrante e determinante della storia nazionale, tiene vive le memorie e promuove l’identità (Fonte comune di Roma).

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