Bersaglieri: dopo il Papa, anche Don Giosy Cento ha indossato la vaira.

Fuori programma martedì sera durante la S.Messa di apertura degli esercizi spirituali: alla presentazione dei gruppi del paese, come di consueto erano stati invitati anche i Bersaglieri. Ogni gruppo portava sull’altare un oggetto simbolo del proprio gruppo. Noi bersaglieri cosa potevamo portare? La Vaira, il nostro copricapo piumato. Il nostro Bersagliere, reduce di Somalia, Luca Cavalli era incaricato dal direttivo di  portare sull’altare la vaira. A ricevere gli oggetti c’era Don Giosy Cento che appena ha visto le piume ha esclamato : “ho sempre avuto il desiderio di indossare il cappello dei Bersaglieri ma non ne ho mai avuto l’occasione. Questa e’ la volta buona.”  E si messo il cappello piumato. Un motivo di orgoglio per i bersaglieri di Mozzo. Dopo il Papa anche don Giosy Cento ha messo la vaira. A Mozzo.

Bersaglieri – In pattuglia notturna lungo la blue line con i bersaglieri di Unifil | ItalNews

In pattuglia notturna lungo la blue line con i bersaglieri di Unifil | ItalNews

Ci lasciamo alle spalle la base italiana di Shama, sede del contingente italiano impegnato nella missione Unifil nel sud del Libano. Percorriamo la costal road, la strada che costeggia il mare. La costa aspra e rocciosa di questa zona del Libano scompare nel buio. Puoi intuirne solo i contorni frastagliati. Superiamo la base italiana di Al Mansouri. Ci fermiamo a circa un chilometro  a sud di Al Masoud. Ci troviamo in prossimità del  border pillar numero 6, a ridosso della blue line.

Scendiamo dai mezzi. Il freddo è pungente e fastidioso. Il vento è gelido ed insistente. Da un lato c’è il Libano. Dall’altro Israele. Siamo al confine tra i due stati. Sospesi in una strana dimensione. L’indeterminatezza del buio rende tutto ancor più surreale. Non si possono scattare foto. Non si possono usare torce. La luce di un flash potrebbe allertare gli israeliani.

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Protezione civile Bersaglieri – Comune all’opera per i senzatetto – liberoquotidiano.it

‘Insieme alla Caritas, alla Protezione Civile Comunale e al Nucleo di Protezione Civile dei Bersaglieri stiamo lavorando per fronteggiare l’emergenza freddo per i senzatetto”. Con queste parole il sindaco di Ladispoli (Roma) Crescenzo Paliotta ha commentato l’esito della riunione che si e’ svolta presso il palazzetto comunale con il responsabile della Caritas diocesana, don Emanuele Giannone.

”Con don Emanuele – ha proseguito Paliotta – abbiamo vagliato diverse ipotesi anche se non e’ facile affrontare un problema cosi’ complesso visto che il nostro comune non dispone ne’ di risorse economiche ne’ di strutture idonee per ospitare i senza fissa dimora. L’unica soluzione possibile, in questo momento di emergenza, e’ quella di mettere a disposizione dei locali comunali attualmente non utilizzati. Insieme a Don Emanuele abbiamo effettuato un sopralluogo e stiamo vedendo anche come poter riscaldare questi locali. A disposizione dei senzatetto, che saranno assistiti dalla Caritas e dalla Protezione Civile, ci saranno coperte per ripararsi dalle temperature rigide e bevande calde”.

”Anche grazie alla collaborazione della Polizia Locale e dei volontari delle associazioni assistenzialistiche – ha concluso il sindaco Paliotta – stiamo cercando di rafforzare i controlli nelle zone piu’ critiche dove si trovano i senzatetto invitandoli a raggiungere i locali messi a disposizione dal Comune”.

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