I bersaglieri: “Ricordiamo la storia con la fanfara nel cuore”

La sede, casa-museo del bersagliere, custodisce manichini che indossano uniformi, tra cui quella del 1870 di un tenente colonnello, un busto di bersagliere scolpito dall’artista Folcia, nel tronco di un albero dell’ex Caserma del terzo reggimento di Milano, un quadro con immagini di bersaglieri lodigiani della classe 1899, vetrinette con vari tipi di bombe, occhiali di un cieco di guerra, una gavetta rinvenuta lungo le rive dell’Adda, medaglie, mappe originali di guerra, scrittoi e materiale infermieristico da campo, registri scritti a mano, una pietra litografica che rappresenta, incisa al negativo, la presa di Porta Pia, la medaglia assegnata al generale Griffini, foto, lettere e documenti del bersagliere Giovanni Crotti, nato il 26 gennaio 1915 e caduto sul fronte russo il 27 agosto 1944: «L’esposizione è entrata nel circuito museale della Provincia e del Comune di Lodi.

viaIl Giorno – Lodi Pavia – I bersaglieri: “Ricordiamo la storia con la fanfara nel cuore”.

Congresso Provinciale -Comunicazioni

CONGRESSO PROVINCIALE che si terrà il giorno

Domenica 13 febbraio 2011 alle ore 09:00

c/o la sala polifunzionale Mons. Biennati del Comune di Telgate in via Roma 48

ordine del giorno

Relazione del Presidente

Relazione del Segretario

Data rinnovo Consiglio provinciale

Presentazione dei raduni 2011

Varie ed eventuali

Il Segretario provinciale    Il Presidente provinciale

bers. Cesare Lorenzi           bers. ten. Valentino Rocchi

viaComunicazioni.

UNITA D’ ITALIA : UN IMPEGNO PER TUTTI

La visita del Presidente della Repubblica Napolitano  a Bergamo è un’importante occasione che risveglia nei nostri cuori un forte sentimento nazionale, consapevoli di far parte di una realtà culturale più  che millenaria che si è andata sempre più affermandosi nel tempo e nel mondo ancor prima che si formasse lo Stato unitario: questa è l’Italia con le sue tradizioni,  arte, letteratura, religione . È un patrimonio che ci distingue e ci  inorgoglisce e che vogliamo anche per il futuro continuare a difendere. E’ un tesoro da custodire e trasmettere alle nuove generazioni affinché “conoscano e custodiscano La memoria del passato”

Nel 2011 l’Italia compirà 150 anni e anche questa volta  – come nel 1911 e nel 1961, in occasione del Cinquantenario e del Centenario dell’unificazione nazionale, con celebrazioni grandiose tutta l’ Italia  festeggerà  l’anniversario con un programma culturale che intende «raccontare la storia, l’arte, il gusto, la moda e il futuro di un grande popolo: il nostro» . Un secolo e mezzo. Sembra uno spazio temporale norme, lunghissimo se confrontato con la vita normale del persone. Invece è solo un soffio di vento per il tempo della storia. Siamo tutto sommato una Nazione giovane anche se la nostra storia è ricca di avvenimenti gloriosi e accadimenti più o meno tragici. Per fortuna è ormai da 150 anni che non si parla più di storia del Piemonte, del lombardo Veneto, della Toscana, del regno del Sicilia. Si parla di storia d’Italia. È dal 1861 che si scrive questo importante capitolo. Si scrive e si pronuncia la parola Patria: è questione di appartenenza, di unità di popolo e di intenti.

Sono stati tantissimi i sacrifici affrontati dagli italiani a cominciare dal lontano 4 marzo 1848 quando Carlo Alberto di Savoia pose le basi della democrazia parlamentare con il suo Statuto. Appena tre anni dopo, il 17 marzo 1861, divenne la carta fondamentale dell’Italia Unita. Obbedendo ai principi scritti nello Statuto, generazioni di italiani contribuirono a realizzare il riscatto sociale ed economico e a concludere il primo risorgimento con la vittoria nella grande guerra il 4 novembre 1918. Dopo la disfatta fascista e la catastrofe della seconda guerra mondiale, grazie alla lotta di liberazione  il popolo italiano ritornò alla Democrazia e alla Repubblica con la stesura della Carta Costituzionale magistralmente ispirata a principi universali, ancor oggi punto di riferimento  irrinunciabile del viver civile.

C’è una continuità storica in tutto questo percorso. Una continuità che è nostro dovere salvaguardare coltivando quel senso della memoria che significa trasmettere alle nuove generazioni il senso delle istituzioni, la fedeltà ai principi della costituzione, il dovere della difesa della libertà e della solidarietà. Tutti noi abbiamo il dovere di impegnarci per questi valori a servizio dell’Italia e della libertà.